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Torchiato di Fregona

Descrizione
Si tratta di un vino di prelibata qualità, dolce-amaro, gustosissimo, che
viene ottenuto da uve passite e poi torchiate durante la settimana di
Pasqua; per questo è anche detto Vin Santo. Da 100 Kg. di uva si
ottengono 20 lt. di vino passito che si presenta di colore dorato carico,
con odore di miele d'acacia o di tiglio, con sapore dolce delicatamente
maderizzato e retrogusto amarognolo, con acidità equilibrata e gradazione
alcolica che deve raggiungere il 16%.
Metodo di produzione
Il Torchiato si ottiene dalle uve bianche di Prosecco, Verdiso e Boschera
unite nelle proporzioni del 55%, del 20% e del 25% (è ammessa l'aggiunta
fino al 10 % di Bianchetta e di Riesling); uvaggio che conferisce al vino
peculiari caratteristiche organolettiche. La Boschera, vitigno
coltivato da secoli nella zona nelle quote alte a ridosso dei boschi,
produce poca uva ma, per la sua acidità, contribuisce a dare corpo al
Torchiato. Le uve appena raccolte vengono messe ad appassire appese alle
travi delle soffitte oppure distese in locali asciutti esposti al sole,
affinché non ammuffiscano. La durata dell'appassimento può variare a
seconda della densità zuccherina che si vuol ottenere; in genere pochi
mesi. La spremitura si effettua nella settimana che precede la
Pasqua:l'uva appassita sgranata, versata in una tinozza, viene schiacciata
con la "becanela", un corto cilindro di legno con due manici. Il mosto
viene torchiato e il residuo, ancora battuto, poi nuovamente torchiato e
così per più volte. Il liquido ottenuto si fa fermentare in botticelle di
rovere o di castagno tenute colme affinché il vino si ossidi a contatto
con l'aria. Il 2 d'agosto, che per antica simbologia pagana è il giorno
dedicato alla virilità festa degli uomini, gli uomini procedono al
rito dell'assaggio del nuovo Torchiato che, travasato in altre botticelle
viene tenuto a maturare fino alla Pasqua dell'anno successivo.
Metodo di conservazione
Va servito a temperatura ambiente. E' un vino raro, da meditazione, da
servire con dolci, ottimo accompagnato con biscotti secchi.
Origine e tradizione
Secondo una vecchia leggenda che si racconta nella zona, un intraprendente
agricoltore trovò il modo di far maturare l'uva, che per le condizioni
atmosferiche avverse non era riuscita a maturare nella vigna, appendendola
alle travi del granaio. L'uva, durante l'inverno, appassendo divenne dolce
e il nostro agricoltore fu costretto a spremerla con il torchio nella
successiva primavera ottenendo così il mosto che mise a fermentare in
piccole botticelle. Da allora il Torchiato viene prodotto da tutte le
famiglie contadine del Comune di Fregona, che si tramandano, di
generazione in generazione, le tradizionali tecniche e le attrezzature
necessarie per ottenere questo dolcissimo "vin santo" che, con orgoglio,
presentano poi all'assaggio in occasione della Mostra che si effettua la
prima settimana di maggio di ogni anno. Sembra che il Torchiato sia nato
per caso attorno al 1600 nella frazione di Ciser di Fregona ai piedi del
Monte Pizzoch.
Particolarità e note
Tra i riconoscimenti ottenuti dal loro vin santo i nativi di
Fregona ricordano la medaglia d'oro vinta a Ginevra nel 1932 alla Mostra
Universale. Il Torchiato in questi ultimi anni è stato valorizzato e
proposto nelle manifestazioni enogastronomiche, tra i vini da servire con
i dolci.
Consorzio di Appartenenza:
Colli di Conegliano

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